acqua e servizi pubblici essenziali e il referendum del 2011 e la volontà popolare violata

 di Roberto CATRACCHIA

Le notizie si creano e non sempre nascono da sole” e lo scopo di questo testo è verificare se tra ragione politica e giuridica ci sono le condizioni per un intervento/mobilitazione efficace e cogente. ”D60 Water droplet on pool with ripplesDal famoso referendum sui beni comuni sono passati sei anni, un lungo periodo consumato dal  boicottaggio politico di governo, teso alla sistematica violazione dell’esito referendario. Per noi è arrivato il tempo di atti politici e giuridici contro tale manifesta “inerzia governativa ”, attraverso pressioni politiche e di legge dirette nei confronti dei cropped-cropped-d60-water-droplet-on-pool-with-ripples.jpgPresidenti della Regione Lazio in carica per il periodo citato (Polveri e Zingaretti). Inoltre, per noncuranza contro i Sindaci di tutte le provincie laziali, partendo da Alemanno, Marino, Raggi.

villa_cojimar-cayo-guillermo-3Costoro, di fatto, per manifesta  inoperosità non hanno attuato le norme di competenza assegnate alla loro potestà dalla legge, per il rispetto della volontà popolare espressa al referendum come da noi descritto.  Visto che, da anni i vari governi in carica tentano  la reintroduzione della normativa abrogata dal referendum del 2011: In netto contrasto con il divieto di ripristino della precedente legge cancellata dal voto referendario, come ribadito a suo tempo dalla corte costituzionale con diverse sentenze. Di fatto i mancati atti conformi alla volontà popolare da parte di governi, regioni e comuni non sono stati un incidente di percorso.

surf-girl-photos-hd-wallpaperLa mancata ripubblicizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici ha prodotto profitti e illeciti guadagni, in netto contrasto con l’esito referendario.

Gli amministratori pubblici in carica dal 2011 a oggi, hanno violato la costituzione, e la volontà popolare, impoverito la cosa pubblica, sottratto illegittimamente risorse economiche alle casse del pubblico erario, prodotto sfruttamento dei lavoratori del settore e negato ai cittadini qualità ed efficienza dei servizi forniti, anche attraverso meccanismi tariffari esosi e opachi e per nulla trasparenti. Vedi il caso del Lago di Bracciano

Proposta di Crono programma politico giuridico e di diritto della Lista Civica di Sinistra.  Un primo step può essere quello di un esposto alla procura della repubblica  e per conoscenza ai ministeri competenti: La funzione principale della procura della Repubblica è quella di assicurare che:

le leggi siano rispettate da tutti i cittadini; compreso quelle emanate per effetto di un referendum,  che vieta utili di impresa e privatizzazioni dei servizi pubblici locali essenziali di rilevanza economica.

Per garantire l’effetto abrogativo del referendum:  Noi dobbiamo insistere sulla nozione d’irrevocabilità  dell’effetto abrogativo del referendum.  Dobbiamo spingere  per fare emergere la manifesta Inerzia politico amministrativa da parte degli attori istituzionali precedentemente citati, per i mancati e palesi atti d’ufficio necessari al rispetto della volontà popolare.  Ricordiamo che da due anni aspettiamo l’attuazione della legge regionale del lazio votata dalla consiglio regionale e priva degli atti attuativi. Si approva un atto e si lascia la volontà conseguente al palo delle paludi amministrative. Di fatto si permette la Distrazione di denaro pubblico e un illegittimo guadagno privato a danno della collettività. Non è un caso emblematico di inoperosità la crisi idrica del lago di bracciano? non vi erano le condizioni oggettive per atti di urgenza? Fino all’immediata ripubliccizzazione del servizio? Un tipico caso di specie sulla privatizzazione dei profitti e la socializzazione delle perdite e della crisi idrico/ambientale. La lista nasce è fermenta se spiazza l’ordine politico costituito…se si riconnette con i bisogni popolari  se individua e agita e costringere da che parte DEVE stare  il mondo politico per una regione a misura dei lavoratori e dei cittadini senza potere. cropped-cropped-d60-water-droplet-on-pool-with-ripples.jpg

Referendum veneto

USCIRNE DA SOLI È MARCHIONNE, USCIRNE TUTTI INSIEME È POLITICA

Il referendum veneto
di Raniero La Valle
L’esempio del Veneto ha quasi il sapore di un ultimo avviso, ancora in tempo utile, però. Ce ne occupiamo anche perché si tratta dell’ex Veneto bianco, a cui la solidarietà e l’amore per il bene comune avrebbe dovuto rimanere nel sangue. Certo, commentare i risultare all’indomani di un referendum è “fare politica”: ma chi ha detto che “i poveri”, cioè “tutti”, non debbano fare politica? O che dicendosi “Chiesa” contraggano un’interdizione al pensiero politico, cioè debbano scegliere tra un’alienazione e una cittadinanza a pieno titolo?
Il Veneto è un ultimo avviso, perché la sera del referendum, vinto dalla tesi piuttosto elastica di una maggiore “autonomia”, la richiesta immediata (già messa in un progetto di legge regionale di un solo articolo) è stata: il Veneto lasci la condizione comune della povera Italia che arranca, si prenda i privilegi di una Regione a statuto speciale, e trattenga per le sue spese i nove decimi dei soldi destinati alla fiscalità nazionale.
Ciò è legittimo o è fuori legge? Allo stato delle cose è legittimo, perché le leggi non impediscono di perseguire il proprio solo interesse, contro quello di tutti gli altri. Non c’è una legge in un solo articolo, né regionale né nazionale, che dica: “l’egoismo è proibito”. La Costituzione sì, lo impedirebbe, e infatti la richiesta veneta si potrebbe attuare solo con una modifica costituzionale, ma non è proibito di provarci, e la Costituzione è oggi in gran parte (nella sua polpa, cioè) svuotata ed esposta a tutte le malversazioni grazie alle picconate e alle rottamazioni subite dal 1989 al 4 dicembre scorso.

22728804_1510244989061688_9066356740596921023_nPerò, qual è la ricetta? La ricetta è: prendi i soldi e scappa. Le cose peggiorano sempre più (il lavoro, i giovani!) e dell’Italia hanno fatto un deserto: ebbene, usciamone da soli, prendiamo i nostri soldi (fatti in Italia e presi dall’Italia) e ce li spendiamo e giochiamo sui tavoli che vogliamo noi. Vale a dire: ci delocalizziamo, nel senso preciso del termine, cioè ci tiriamo fuori dal luogo che abbiamo in comune, croce e delizia della nostra appartenenza ad una comunità stabilita in un territorio, e ce ne andiamo a fare fortuna mettendoci – quanto a portafogli e affari – fuori di esso; non è l’indipendenza, non è Catalogna, è andare dove ti porta il cuore (non quello delle canzoni, ma quello che sta subito sotto al portafoglio). E qui a dirci quello che stiamo facendo viene una lucida voce dal passato – da poco riscoperta – e ci dice: badate, uscirne da soli è Marchionne, uscirne tutti insieme è politica. Ma i soldi con cui per generazioni l’Italia povera (che voleva diventare, riuscendoci, una grande potenza industriale), ha finanziato la Fiat, Marchionne è andato a investirli fuori, il lavoro lo dà fuori, le tasse le paga fuori, i sindacati concilianti se li va a trovare fuori; l’Europa non lo trattiene e dell’Italia gli resta solo il blasone e la gloria, ma a lungo andare non riesce più nemmeno a vincere un gran premio di Formula Uno. E se andiamo dal piccolo al grande vediamo gli altri che vogliono uscirne da soli; ed ecco Trump che dice “l’America prima” e finisce per mettere in volo e in allerta i B52 carichi di atomiche, pronti a distruggere tutti gli altri, ma perciò anche se stessi.
Dunque la formula dell’uscirne da soli non è salutare. L’Italia ne aveva un’altra, l’aveva messa, ahimè, in Costituzione, ivi compresa la progressività delle imposte, cardine di una democrazia effettiva, ed era quella dell’uscirne tutti insieme. È venuto il momento di tornare a decidere tra l’una e l’altra formula.

22554885_1367798726663841_5340325891529118605_nIl merito, diciamo così, del Veneto è quello di aver messo precisamente questa alternativa costituzionale e politica al centro della prossima campagna elettorale. Perciò in ventiquattro ore tutte le previsioni che si potevano fare sui risultati delle prossime elezioni politiche sono saltate. La destra non può unirsi sulle posizioni di Zaia, che sarebbero localmente vincenti, ma di certo perdenti sul piano nazionale, quindi non è più scontato che, unita, vinca le elezioni; il partito democratico non ne può approfittare perché non incrocia questa problematica, è stato centralista e anti-regionalista nella recente proposta di riforma costituzionale, e col treno si dice di sì a tutti ma non si risolvono i problemi di nessuno; il pulviscolo delle sinistre non è competitivo, e il movimento 5 stelle soffre dei suoi insuccessi amministrativi, della scivolata contro le ONG sull’immigrazione e dell’essere stato prescelto da tutto il sistema mediatico come il nemico da battere.
Sarebbe questo il momento in cui se venisse fuori qualcuno che, non in nome della sinistra, ma in nome del Paese, facesse una grande proposta di ritorno alla Costituzione, di ritorno alla politica, di unità nazionale dal basso e di riforma dell’ordinamento classista dell’Unione Europea, potrebbe fare la differenza; qualcuno cioè che offrisse al “popolo” nella varietà delle sue istituzioni, delle sue articolazioni e dei suoi bisogni, il progetto e la prospettiva praticabile di uscirne, non ciascuno per sé, ma uscirne tutti insieme.
Raniero La Valle

Twitter-mania on the bus

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Piccolo viaggio su twitter e relativi commenti e cinquettii di passeggeri e utenti dei mezzi pubblici urbani.

 

– Aspetti l’autobus?
– No, mi hanno chiesto di stare attenta che non rubino il palo della fermata.
(_Luilla_, Twitter)

Vorrei avere il tempismo di quelli che arrivano alla fermata un momento prima che passi il bus.
(ilmarziano1, Twitter)

Per me perdere per un soffio il bus è più struggente del finale di un film drammatico in cui muoiono tutti.
(m4gny, Twitter)

Passato l’ultimo treno, ci sono ancora un sacco di pullman.
(BarbyeTurica, Twitter)

– Prima o poi passerà.
+ Sicuro, è solo un brutto periodo.
– Ma che hai capito, io parlavo dell’autobus.
(sempreciro, Twitter)

Finché non si ferma, puoi sempre immaginare che l’autobus viaggerà fin dove qualcuno ti aspetta. Fin dove sai già che non andrai mai.
(Comeprincipe, Twitter)
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Nè piccole patrie, nè la democrazia del manganello!

PABLO IGLESIAS/ PODEMOS

21687744_1482940925125428_6329009627295358884_nNon vogliamo che la Catalogna se ne vada dalla Spagna spinta dal PP, ma siamo democratici ed è il popolo catalano che deve decidere. Catalane e catalani, non vi attacca la Spagna. Vi attacca un governo di corrotti e antipatriottici. Catalogna vogliamo un paese insieme a te.”

 

1) La strategia repressiva del PP e dei suoi alleati ha fallito e ha deteriorato a livelli senza precedenti la democrazia e la convivenza.
2) Quelli che credono che la democrazia si difenda a botte o dalle fogne non capiscono la democrazia né sono democratici.
3) Oggi il mondo intero ha visto le forze dell’ordine agire contro cittadini che volevano solo mettere una scheda elettorale in un’urna.
4) Vogliamo vedere le nostre forze dell’ordine perseguire i corrotti e proteggere i diritti civili della cittadinanza.
5) Obbligandole ad agire contro la popolazione civile, il governo le tradisce, distorce la loro funzione e danneggia la loro immagine.
6) Un governo che naviga nella corruzione e che si rifugia nella repressione e nella forzatura della legge non è un governo degno della Spagna.
7) Il governo deve fermare immediatamente la repressione e permettere che i cittadini della Catalogna si esprimano in libertà.
8) Il PSOE non avrebbe dovuto avallare la strategia del PP sulla Catalogna. Anche se ormai è tardi, devono rettificare e smettere di appoggiare il governo del PP.
9) Per aprire un nuovo scenario di dialogo, accordo e convivenza, è necessario mandare il PP e Ciudadanos all’opposizione.
10) Nella dichiarazione di Saragozza con altri partiti abbiamo proposto un referendum concordato come soluzione più sensata. Oggi la sua necessità è ancora più ovvia.
11) Non vogliamo che la Catalogna se ne vada dalla Spagna spinta dal PP, ma siamo democratici ed è il popolo catalano che deve decidere.
12) Catalane e catalani, non vi attacca la Spagna. Vi attacca un governo di corrotti e antipatriottici. Catalogna vogliamo un paese insieme a te.”

Un pianeta di sonnambuli?

Di R.Catracchia

Foto ritratte dal corriere della sera e dalla pagina fb : Satiraptus.

Nell’ immagini, vediamo atleti sportivi Nord Americani, che protestano contro le dichiarazioni xenofobe del loro presidente Trump. In Ginocchio e senza cantare in silenzio a inizio partita, danno vita al loro dissenso contro Il presidente repubblicano al momento dell’alza bandiera e dell’ avvio dell’inno nazionale.

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Il  mondo cambia in fretta, fatti americani e vicende tedesche si incrociano con rapidità inaudita.  In Germania avanza la estrema destra gay. La leader locale di AFD è una donna sposata con una femmina orientale e ha adottato due bambini. Ergo: i diritti civili loro se li prendono sempre, per gli altri c’è tempo! Di cosa vi scandalizzate, il Fascista del 2000, segue il trend della propria epoca.

Poi scopriamo altro sul personaggio: Era stata una collaboratrice di agenzie speculative internazionali e membro di banche overland. Nazionalista in casa e internazionalista all’estero per il bene del proprio portafoglio. Prima di tutto la Germania è il suo slogan, tradotto: dopo gli ordini impartiti dalle borse, penserò alle briciole da distribuire al popolino teutonico. Intanto, Alternativa per la Germania, vola a vele spiegate. Socialdemocratici e popolari adesso sono basiti. Dopo aver strabbasito l’Europa; cosa altro si dovevano aspettare?

 

A proposito del referendum sull’Atac…e non solo!

Di Roberto Catracchia

A proposito del referendum sull’atac…dei giochetti del PD e delle Ambiguità dei 5 stelle

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Riflessioni e valutazioni per reagire all’attacco privatistico ai servizi comuni, attraverso la mobilitazione popolare per il rilancio dello spirito referendario del voto popolare del 2011. Avvertenze: La presente ricerca e relative proposte vanno valutate con attenzione, le mie scarse competenze giuridiche invitano alla prudenza da un lato e all’agire politico immediato dall’altro, vista la natura strategica della posta in gioco.

Ricordo che da circa 6 anni i vari governi tentano  la reintroduzione della normativa abrogata dal referendum del 2011: In netto contrasto con il divieto di ripristino della normativa abrogata, come ribadito dalla corte costituzionale con diverse sentenze.

 Di fatto i mancati atti conformi alla volontà popolare da parte di governi, regioni e comuni non sono stati un incidente di percorso. La mancata ripubblicizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici ha prodotto profitti e illeciti guadagni, in netto contrasto con l’esito referendario. Lor Signori, hanno violato la costituzione, depredato la cosa pubblica, sottratto illegittimamente risorse economiche alle casse del pubblico erario, prodotto sfruttamento dei lavoratori del settore e negato ai cittadini qualità ed efficienza dei servizi forniti, anche attraverso meccanismi tariffari a dir poco trasparenti. basta-ricatti-e1502387162634

 Il presente lavoro deve essere concepito come un contributo di lotta per stimolare una reazione adeguata sulla vicenda dell’acqua e di tutti i servizi pubblici, di ripubblicizzazione: «Il senso della scelta è stata chiara»: votare «sì» significa/va bocciare «senza appello e per sempre i sistemi privatistici nel governo dei beni comuni, riconoscendoli come beni da porsi fuori commercio, le cui utilità sono funzionali alla soddisfazione di diritti fondamentali della persona e che vanno governati anche nell’interesse delle generazioni future»

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Breve cronistoria:

Con la sentenza n. 199 del 2012, la Corte costituzionale respingeva la tesi della «conservazione in vigore, quale norma transitoria, dell’art. 56» Allora ad es. la corte ribadiva che: il referendum «manifesta una volontà definitiva e irripetibile.   Nella giurisprudenza costituzionale vi era, dunque, un punto fermo:  l’atto risultante dal referendum abrogativo con esito positivo produce un vincolo per il legislatore, il quale non può reintrodurre, quantomeno immediatamente, la normativa abrogata.  Mancavano però indicazioni in merito alla durata del vincolo, che non può essere illimitato, se non altro perché, a distanza di tempo, il corpo elettorale potrebbe mutare opinione

La mia breve cronistoria ci rimanda al che fare? Di fronte all’inerzia colpevole dei governati come reagire ? Quale è la reazione politica adeguata ai cambiamenti del quadro politico o dalle circostanze di fatto? A) Ci sembra che i governi non abbiano nè il coraggio nè le capacità di determinare un contesto e circostanze adeguate alla privatizzazione. Tentano in modo subdolo ad  es. con i decreti Madia e i vari sblocca Italia e qualche referendum consultivo locale di aggirare l’ostacolo. B) Quale deve essere una adeguata reazione democratica e di massa di fronte allo scippo della volontà popolare? Avanzo alcune proposte operative.

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A Per quanto detto sull’acqua dovremmo far partire una denuncia/mobilitazione con richiesta di risarcimento danni  per ILLECITO guadagno da parte delle aziende idriche,  per non aver attuato il divieto di utile come previsto dal quesito referendario.

B Stessa denuncia e mobilitazione, per manifesta violazione della volontà popolare verso: Presidenti del consiglio, Presidenti di Regione, Sindaci eccetera e dirigenti delle aziende idriche.

C Per i servizi pubblici dovremmo diffidare Il Sindaco di Roma nel caso che non produca un parere e un atto del consiglio comunale di rigetto del  quesito referendario dei Radicali, che viola la volontà popolare già espressa con il referendum del 2011.

D Diffida del Presidente della Regione Lazio e dei suoi predecessori per i mancati atti di ri-pubblicizzazione dell’acqua, e per i mancati trasferimenti dei fondi assegnati per legge per il trasporto pubblico capitolino, ama, sociale, ed altro.

E il capo gruppo di Sinistra per Roma dovrebbe porre un quesito al sindaco per votare un o.d.g. comunale di diniego del voto referendario in quanto un referendum consultivo non può essere avviato in presenza di una norma sovra ordinata prodotta dal referendum abrogativo del 2011

I SEGRETARI NAZIONALI DEL P.R.C. E DI SINISTRA ITALIANA, sindacati e associazioni libere dalle pastoie governative dovrebbero essere i promotori e primi firmatari degli atti proposti e organizzare sul tema una grande manifestazione nazionale a Roma entro settembre. Gli altri ci stanno? Bene! ma andiamo avanti senza perdere tempo.

 

 

Ogni giorno perso..

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….per cercate l’unita con chi è responsabile di 25 anni di liberismo: E’ un giorno sottratto alla ricostruzione dell’unità del mondo del lavoro che c’e, e del lavoro che non c’e!
L’unità della sinistra non si fa con chi non ha amoreggiato con il governo Gentiloni.
Noi viceversa, dobbiamo unire ciò che, il neocapitalismo ha diviso.  Ricercando le condizioni affinchè il lavoro possa riconoscersi ed essere protagonista di nuove battaglie di libertà…mentre vediamo il vigente modo di  produzione…
non come un semplice ritorno al passato, essa ha impiantato una sofisticata costruzione ideologica ( la modernità in sé e le sue trasformazioni scientifiche) che tenta ogni giorno di cancellare la discriminante di classe tra sfruttati e sfruttatori, e cancelli nel vissuto collettivo alternativa:
  • Vale a dire che i lavoratori dell’era, rivoluzione digitale non debbono organizzarsi politicamente come soggetto libero e autonomo.
  •  Tutti sono rappresentati nella società meno i lavoratori?  Ribaltiamo il ragionamento: Il lavoro e i lavoratori sono l’unico orizzonte praticabile per ridare una prospettiva di riscatto al nostro paese. Come  la forma più comune di cooperazione che l’umanità abbia generato nella sua storia. Mentre Le altri classi sociali, hanno vinto, hanno realizzato i loro obiettivi, più stato meno mercato, hanno privatizzato quasi tutto e i risultati sono: Un paese senza lavoro, senza diritti, senza possibilità di accesso alla pensione, allo studio, alle cure..
  • RIBALTIAMO IL RAGIONAMENTO:Noi ammettiamo tutte le libertà, meno che una: quella dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo.se si afferma lo sfruttamento sul lavoro, e la disoccupazione di massa tutte le altre libertà, di genere, di razza, di tutela dell’ambiente, non avanzano e non si realizzano.
    Prima gli sfruttati e poi il profitto è il nostro slogan! Prima l’uguaglianza sennò non si capiscono le differenze e si fomentano solo privilegi.
  • Noi dobbiamo ribaltare altre responsabilità: Un modello di stato sociale fatto di cooperative, sindacati, associazioni che annaspano a cosa serve? Non e solo questioni di finanziamenti, tagli e ruoli, ma è la loro funzione e efficacia che va rifondata. Accettano la sfida o saranno travolti da populismi e neo fascismi?
  • Possiamo iniziare a parlare senza tabu! e chiedere a qualcuno di fare il padre nobile e non più la star del nulla!

 

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ANTAGONISMO ATTIVO

continua

Antirazzismo/Antifascismo operante

Per un paese dovrebbe essere un motivo di onore salvare le vite che attraversano il Mediterrraneo: i muri non si possono costruire in mare! Come abbiamo il dovere di garantire la libera circolazione e di dare a tutti gli immigrati in transito da noi il passaporto Europeo. In quanto dovremmo avere la pretesa di dire: Cara Europa o la libera circolazione e l’accoglienza condivisa o rimettiamo in discussione trattati e Moneta!

E’ arrivato il tempo delle scelte, serve un deterrente forte contro la crisi, la disoccupazione di massa in occidente combinata con gli esodi biblici provenienti dal Sud del Mondo, serve un segnale di dignità nello scorrere di guerre economiche e guerre militari in atto. Senza atti di fermezza non si canta messa. Alle elite internazionali vanno squadernate le loro responsabilità.

1 Cessate il fuoco! Lo sapete bene chi finanzia il terrorismo, e le guerre! Sapete bene cosa fanno eserciti e multinazionali nel terzo mondo!

2  Sapete bene che la legge in vigore per gli immigrati si chiama Bossi and Fini e che i trattati di Dublino, sono stato firmati anche da Salvini e Renzi. Grillo sul gps della storia? nulla è pervenuto!

3 Sapete e siete parte del problema e non la soluzione, avete vinto, realizzato i vostri obiettivi e volete lucrare su immigrati del sud e disoccupati del nord del mondo. Il vostro capolavoro è stato di privatizzare tutto, abbandonare città e periferie, delocalizzare industrie, dare tutto in mano alle lobbies e alla finanza, non regolamentare commerci e scambi.

4 Siete consapevoli di aver creato nella società solo rabbia, paura, fame e impoverimento nel mondo! Eppure non tacete, eppur continuate a sfruttare tutto e tutti …a mentire su tutto e tutti. O il passaporto europeo, più stato e meno mercato, oppure questa Europa è solo una ingrata matrigna che solo l’antirazzismo attivo e un nuovo antifascismo operante può sconfiggere….

 

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