Nè piccole patrie, nè la democrazia del manganello!

PABLO IGLESIAS/ PODEMOS

21687744_1482940925125428_6329009627295358884_nNon vogliamo che la Catalogna se ne vada dalla Spagna spinta dal PP, ma siamo democratici ed è il popolo catalano che deve decidere. Catalane e catalani, non vi attacca la Spagna. Vi attacca un governo di corrotti e antipatriottici. Catalogna vogliamo un paese insieme a te.”

 

1) La strategia repressiva del PP e dei suoi alleati ha fallito e ha deteriorato a livelli senza precedenti la democrazia e la convivenza.
2) Quelli che credono che la democrazia si difenda a botte o dalle fogne non capiscono la democrazia né sono democratici.
3) Oggi il mondo intero ha visto le forze dell’ordine agire contro cittadini che volevano solo mettere una scheda elettorale in un’urna.
4) Vogliamo vedere le nostre forze dell’ordine perseguire i corrotti e proteggere i diritti civili della cittadinanza.
5) Obbligandole ad agire contro la popolazione civile, il governo le tradisce, distorce la loro funzione e danneggia la loro immagine.
6) Un governo che naviga nella corruzione e che si rifugia nella repressione e nella forzatura della legge non è un governo degno della Spagna.
7) Il governo deve fermare immediatamente la repressione e permettere che i cittadini della Catalogna si esprimano in libertà.
8) Il PSOE non avrebbe dovuto avallare la strategia del PP sulla Catalogna. Anche se ormai è tardi, devono rettificare e smettere di appoggiare il governo del PP.
9) Per aprire un nuovo scenario di dialogo, accordo e convivenza, è necessario mandare il PP e Ciudadanos all’opposizione.
10) Nella dichiarazione di Saragozza con altri partiti abbiamo proposto un referendum concordato come soluzione più sensata. Oggi la sua necessità è ancora più ovvia.
11) Non vogliamo che la Catalogna se ne vada dalla Spagna spinta dal PP, ma siamo democratici ed è il popolo catalano che deve decidere.
12) Catalane e catalani, non vi attacca la Spagna. Vi attacca un governo di corrotti e antipatriottici. Catalogna vogliamo un paese insieme a te.”
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Un pianeta di sonnambuli?

Di R.Catracchia

Foto ritratte dal corriere della sera e dalla pagina fb : Satiraptus.

Nell’ immagini, vediamo atleti sportivi Nord Americani, che protestano contro le dichiarazioni xenofobe del loro presidente Trump. In Ginocchio e senza cantare in silenzio a inizio partita, danno vita al loro dissenso contro Il presidente repubblicano al momento dell’alza bandiera e dell’ avvio dell’inno nazionale.

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Il  mondo cambia in fretta, fatti americani e vicende tedesche si incrociano con rapidità inaudita.  In Germania avanza la estrema destra gay. La leader locale di AFD è una donna sposata con una femmina orientale e ha adottato due bambini. Ergo: i diritti civili loro se li prendono sempre, per gli altri c’è tempo! Di cosa vi scandalizzate, il Fascista del 2000, segue il trend della propria epoca.

Poi scopriamo altro sul personaggio: Era stata una collaboratrice di agenzie speculative internazionali e membro di banche overland. Nazionalista in casa e internazionalista all’estero per il bene del proprio portafoglio. Prima di tutto la Germania è il suo slogan, tradotto: dopo gli ordini impartiti dalle borse, penserò alle briciole da distribuire al popolino teutonico. Intanto, Alternativa per la Germania, vola a vele spiegate. Socialdemocratici e popolari adesso sono basiti. Dopo aver strabbasito l’Europa; cosa altro si dovevano aspettare?

 

A proposito del referendum sull’Atac…e non solo!

Di Roberto Catracchia

A proposito del referendum sull’atac…dei giochetti del PD e delle Ambiguità dei 5 stelle

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Riflessioni e valutazioni per reagire all’attacco privatistico ai servizi comuni, attraverso la mobilitazione popolare per il rilancio dello spirito referendario del voto popolare del 2011. Avvertenze: La presente ricerca e relative proposte vanno valutate con attenzione, le mie scarse competenze giuridiche invitano alla prudenza da un lato e all’agire politico immediato dall’altro, vista la natura strategica della posta in gioco.

Ricordo che da circa 6 anni i vari governi tentano  la reintroduzione della normativa abrogata dal referendum del 2011: In netto contrasto con il divieto di ripristino della normativa abrogata, come ribadito dalla corte costituzionale con diverse sentenze.

 Di fatto i mancati atti conformi alla volontà popolare da parte di governi, regioni e comuni non sono stati un incidente di percorso. La mancata ripubblicizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici ha prodotto profitti e illeciti guadagni, in netto contrasto con l’esito referendario. Lor Signori, hanno violato la costituzione, depredato la cosa pubblica, sottratto illegittimamente risorse economiche alle casse del pubblico erario, prodotto sfruttamento dei lavoratori del settore e negato ai cittadini qualità ed efficienza dei servizi forniti, anche attraverso meccanismi tariffari a dir poco trasparenti. basta-ricatti-e1502387162634

 Il presente lavoro deve essere concepito come un contributo di lotta per stimolare una reazione adeguata sulla vicenda dell’acqua e di tutti i servizi pubblici, di ripubblicizzazione: «Il senso della scelta è stata chiara»: votare «sì» significa/va bocciare «senza appello e per sempre i sistemi privatistici nel governo dei beni comuni, riconoscendoli come beni da porsi fuori commercio, le cui utilità sono funzionali alla soddisfazione di diritti fondamentali della persona e che vanno governati anche nell’interesse delle generazioni future»

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Breve cronistoria:

Con la sentenza n. 199 del 2012, la Corte costituzionale respingeva la tesi della «conservazione in vigore, quale norma transitoria, dell’art. 56» Allora ad es. la corte ribadiva che: il referendum «manifesta una volontà definitiva e irripetibile.   Nella giurisprudenza costituzionale vi era, dunque, un punto fermo:  l’atto risultante dal referendum abrogativo con esito positivo produce un vincolo per il legislatore, il quale non può reintrodurre, quantomeno immediatamente, la normativa abrogata.  Mancavano però indicazioni in merito alla durata del vincolo, che non può essere illimitato, se non altro perché, a distanza di tempo, il corpo elettorale potrebbe mutare opinione

La mia breve cronistoria ci rimanda al che fare? Di fronte all’inerzia colpevole dei governati come reagire ? Quale è la reazione politica adeguata ai cambiamenti del quadro politico o dalle circostanze di fatto? A) Ci sembra che i governi non abbiano nè il coraggio nè le capacità di determinare un contesto e circostanze adeguate alla privatizzazione. Tentano in modo subdolo ad  es. con i decreti Madia e i vari sblocca Italia e qualche referendum consultivo locale di aggirare l’ostacolo. B) Quale deve essere una adeguata reazione democratica e di massa di fronte allo scippo della volontà popolare? Avanzo alcune proposte operative.

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A Per quanto detto sull’acqua dovremmo far partire una denuncia/mobilitazione con richiesta di risarcimento danni  per ILLECITO guadagno da parte delle aziende idriche,  per non aver attuato il divieto di utile come previsto dal quesito referendario.

B Stessa denuncia e mobilitazione, per manifesta violazione della volontà popolare verso: Presidenti del consiglio, Presidenti di Regione, Sindaci eccetera e dirigenti delle aziende idriche.

C Per i servizi pubblici dovremmo diffidare Il Sindaco di Roma nel caso che non produca un parere e un atto del consiglio comunale di rigetto del  quesito referendario dei Radicali, che viola la volontà popolare già espressa con il referendum del 2011.

D Diffida del Presidente della Regione Lazio e dei suoi predecessori per i mancati atti di ri-pubblicizzazione dell’acqua, e per i mancati trasferimenti dei fondi assegnati per legge per il trasporto pubblico capitolino, ama, sociale, ed altro.

E il capo gruppo di Sinistra per Roma dovrebbe porre un quesito al sindaco per votare un o.d.g. comunale di diniego del voto referendario in quanto un referendum consultivo non può essere avviato in presenza di una norma sovra ordinata prodotta dal referendum abrogativo del 2011

I SEGRETARI NAZIONALI DEL P.R.C. E DI SINISTRA ITALIANA, sindacati e associazioni libere dalle pastoie governative dovrebbero essere i promotori e primi firmatari degli atti proposti e organizzare sul tema una grande manifestazione nazionale a Roma entro settembre. Gli altri ci stanno? Bene! ma andiamo avanti senza perdere tempo.

 

 

Ogni giorno perso..

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….per cercate l’unita con chi è responsabile di 25 anni di liberismo: E’ un giorno sottratto alla ricostruzione dell’unità del mondo del lavoro che c’e, e del lavoro che non c’e!
L’unità della sinistra non si fa con chi non ha amoreggiato con il governo Gentiloni.
Noi viceversa, dobbiamo unire ciò che, il neocapitalismo ha diviso.  Ricercando le condizioni affinchè il lavoro possa riconoscersi ed essere protagonista di nuove battaglie di libertà…mentre vediamo il vigente modo di  produzione…
non come un semplice ritorno al passato, essa ha impiantato una sofisticata costruzione ideologica ( la modernità in sé e le sue trasformazioni scientifiche) che tenta ogni giorno di cancellare la discriminante di classe tra sfruttati e sfruttatori, e cancelli nel vissuto collettivo alternativa:
  • Vale a dire che i lavoratori dell’era, rivoluzione digitale non debbono organizzarsi politicamente come soggetto libero e autonomo.
  •  Tutti sono rappresentati nella società meno i lavoratori?  Ribaltiamo il ragionamento: Il lavoro e i lavoratori sono l’unico orizzonte praticabile per ridare una prospettiva di riscatto al nostro paese. Come  la forma più comune di cooperazione che l’umanità abbia generato nella sua storia. Mentre Le altri classi sociali, hanno vinto, hanno realizzato i loro obiettivi, più stato meno mercato, hanno privatizzato quasi tutto e i risultati sono: Un paese senza lavoro, senza diritti, senza possibilità di accesso alla pensione, allo studio, alle cure..
  • RIBALTIAMO IL RAGIONAMENTO:Noi ammettiamo tutte le libertà, meno che una: quella dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo.se si afferma lo sfruttamento sul lavoro, e la disoccupazione di massa tutte le altre libertà, di genere, di razza, di tutela dell’ambiente, non avanzano e non si realizzano.
    Prima gli sfruttati e poi il profitto è il nostro slogan! Prima l’uguaglianza sennò non si capiscono le differenze e si fomentano solo privilegi.
  • Noi dobbiamo ribaltare altre responsabilità: Un modello di stato sociale fatto di cooperative, sindacati, associazioni che annaspano a cosa serve? Non e solo questioni di finanziamenti, tagli e ruoli, ma è la loro funzione e efficacia che va rifondata. Accettano la sfida o saranno travolti da populismi e neo fascismi?
  • Possiamo iniziare a parlare senza tabu! e chiedere a qualcuno di fare il padre nobile e non più la star del nulla!

 

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ANTAGONISMO ATTIVO

continua

Antirazzismo/Antifascismo operante

Per un paese dovrebbe essere un motivo di onore salvare le vite che attraversano il Mediterrraneo: i muri non si possono costruire in mare! Come abbiamo il dovere di garantire la libera circolazione e di dare a tutti gli immigrati in transito da noi il passaporto Europeo. In quanto dovremmo avere la pretesa di dire: Cara Europa o la libera circolazione e l’accoglienza condivisa o rimettiamo in discussione trattati e Moneta!

E’ arrivato il tempo delle scelte, serve un deterrente forte contro la crisi, la disoccupazione di massa in occidente combinata con gli esodi biblici provenienti dal Sud del Mondo, serve un segnale di dignità nello scorrere di guerre economiche e guerre militari in atto. Senza atti di fermezza non si canta messa. Alle elite internazionali vanno squadernate le loro responsabilità.

1 Cessate il fuoco! Lo sapete bene chi finanzia il terrorismo, e le guerre! Sapete bene cosa fanno eserciti e multinazionali nel terzo mondo!

2  Sapete bene che la legge in vigore per gli immigrati si chiama Bossi and Fini e che i trattati di Dublino, sono stato firmati anche da Salvini e Renzi. Grillo sul gps della storia? nulla è pervenuto!

3 Sapete e siete parte del problema e non la soluzione, avete vinto, realizzato i vostri obiettivi e volete lucrare su immigrati del sud e disoccupati del nord del mondo. Il vostro capolavoro è stato di privatizzare tutto, abbandonare città e periferie, delocalizzare industrie, dare tutto in mano alle lobbies e alla finanza, non regolamentare commerci e scambi.

4 Siete consapevoli di aver creato nella società solo rabbia, paura, fame e impoverimento nel mondo! Eppure non tacete, eppur continuate a sfruttare tutto e tutti …a mentire su tutto e tutti. O il passaporto europeo, più stato e meno mercato, oppure questa Europa è solo una ingrata matrigna che solo l’antirazzismo attivo e un nuovo antifascismo operante può sconfiggere….

 

Ai miei figli

Di Claudia Pastorboni.

Ragazzi quante cazzate ho fatto con/per voi!

Ti ricordi Patrizio quanto mi hai odiato per averti lasciato tra le grinfie di quella maestra che mi diceva che non riusciva a “piegarti”?

Brutta persona e pessima insegnante ma io ti ho lasciato con lei,  nonostante piangessi tutti i giorni, per insegnarti che nel mondo ci sono pessime persone e tu dovevi imparare ad essere te stesso.
Eri piccolo, ma eri il mio eroe, sapevo che avresti retto “la competizione”, nonostante lei ostentasse le sue rigide origini calabresi, che sono anche le tue, per piegare le tue vivacità….chissà dov’è ora?

E tu Lucio? Sempre chiuso!

Per rimproverarti della tua unica bocciatura a scuola, ti ho portato a pranzo fuori, ma tu non capivi, hai sempre pensato che io fossi matta e forse lo pensi ancora. Ma non lo ero, perché in quel modo ti ho permesso di pensare. Sempre, quando facevate cazzate, vi portavo a pranzo o a cena fuori e, forse solo oggi capite che quel modo di comportarmi era solo bisogno di confronto. Ho sempre pensato a voi come persone e poi come figli. Vi ricordate la nuvoletta di Cernobyl? Vi ricordate i disegnini delle vostre giornate?  “Ho perso tanto tempo con voi” e ne sono felice!
Vi amo.
Chissà se ho fatto tutto bene