Regione lazio 2018

Regione lazio :

 Da anni…Continua il furto dell’acqua pubblica, esplodono i costi delle bollette, aumentano le spese per Sanità, Scuola pubblica e servizi sociali.  Prima la Polverini poi Zingaretti, e adesso la Raggi  sono stati eletti per fare i liquidatori degli enti locali? Nei trasporti pubblici ad esempio (da anni in parte già privatizzati)  continuano i tagli alle percorrenze giornaliere dei bus atac- Si calcola solo nell’ultimo anno che sono saltate 10 milioni di km di percorrenze …

Con POTERE AL POPOLO…per ridare dignità a lavoratori e cittadini senza potere!

povero-fornero1Potere al popolo fa la differenza! Noi ripartiamo dal protagonismo popolare: Il referendum del 2011 è stato violato dalla regione in spregio alla volontà popolare, la legge in vigore è boicottata per fare guadagnare agli azionisti privati circa 50 milioni l’anno. Quel illegittimo utile lo paghiamo noi. La norma voluta da zingaretti non è stata attuata. È abbiamo d’estate siccità e caro bollette tutto l’anno per ogni famiglia della nostra città e della nostra regione.

Le leggi sui servizi pubblici essenziali dopo il referendum vietano nella sanità, nei trasporti, eccetera, l’utile di impresa e nonostante ciò, con il decreto madia il governo regala ai privati aziende pubbliche. I lavoratori dei servizi non prendono lo stipendio regolarmente, aumentano i licenziamenti e i capitali e gli utili fuggono all’estero. Ricordiamo inoltre che nella nostra città la Sindaca non ripubblicizza l’acqua e non usa gli utili per dare servizi alla città.

 

27073336_10156068633520970_7477906097471240123_nNella sanità centinaia di migliaia di cittadini della regione non possono curarsi mentre le cliniche private e le scuole private ricevono fior fiore di finanziamenti pubblici.
Noi facciamo la differenza!

Solo con la ripresa di un controllo economico e democratico delle grandi aziende dei servizi, si ridà ossigeno alle casse pubbliche per  centinaia di milioni, solo con comitati di controllo popolare del debito, si potrebbero sottrarre al malcostume i denari negati per far funzionare i servizi pubblici. Solo con un controllo popolare della qualità dei servizi si potrebbe monitorare la spesa istituzionale e combattere i parassitismi e le procedure occulte e discrezionali della cosa pubblica.

Potere al popolo: lo dice la costituzione all’art 3; “…rendere effettiva la partecipazione dei lavoratori alla direzione del paese…” 

 

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Nè piccole patrie, nè la democrazia del manganello!

PABLO IGLESIAS/ PODEMOS

21687744_1482940925125428_6329009627295358884_nNon vogliamo che la Catalogna se ne vada dalla Spagna spinta dal PP, ma siamo democratici ed è il popolo catalano che deve decidere. Catalane e catalani, non vi attacca la Spagna. Vi attacca un governo di corrotti e antipatriottici. Catalogna vogliamo un paese insieme a te.”

 

1) La strategia repressiva del PP e dei suoi alleati ha fallito e ha deteriorato a livelli senza precedenti la democrazia e la convivenza.
2) Quelli che credono che la democrazia si difenda a botte o dalle fogne non capiscono la democrazia né sono democratici.
3) Oggi il mondo intero ha visto le forze dell’ordine agire contro cittadini che volevano solo mettere una scheda elettorale in un’urna.
4) Vogliamo vedere le nostre forze dell’ordine perseguire i corrotti e proteggere i diritti civili della cittadinanza.
5) Obbligandole ad agire contro la popolazione civile, il governo le tradisce, distorce la loro funzione e danneggia la loro immagine.
6) Un governo che naviga nella corruzione e che si rifugia nella repressione e nella forzatura della legge non è un governo degno della Spagna.
7) Il governo deve fermare immediatamente la repressione e permettere che i cittadini della Catalogna si esprimano in libertà.
8) Il PSOE non avrebbe dovuto avallare la strategia del PP sulla Catalogna. Anche se ormai è tardi, devono rettificare e smettere di appoggiare il governo del PP.
9) Per aprire un nuovo scenario di dialogo, accordo e convivenza, è necessario mandare il PP e Ciudadanos all’opposizione.
10) Nella dichiarazione di Saragozza con altri partiti abbiamo proposto un referendum concordato come soluzione più sensata. Oggi la sua necessità è ancora più ovvia.
11) Non vogliamo che la Catalogna se ne vada dalla Spagna spinta dal PP, ma siamo democratici ed è il popolo catalano che deve decidere.
12) Catalane e catalani, non vi attacca la Spagna. Vi attacca un governo di corrotti e antipatriottici. Catalogna vogliamo un paese insieme a te.”