Twitter-mania on the bus

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Piccolo viaggio su twitter e relativi commenti e cinquettii di passeggeri e utenti dei mezzi pubblici urbani.

 

– Aspetti l’autobus?
– No, mi hanno chiesto di stare attenta che non rubino il palo della fermata.
(_Luilla_, Twitter)

Vorrei avere il tempismo di quelli che arrivano alla fermata un momento prima che passi il bus.
(ilmarziano1, Twitter)

Per me perdere per un soffio il bus è più struggente del finale di un film drammatico in cui muoiono tutti.
(m4gny, Twitter)

Passato l’ultimo treno, ci sono ancora un sacco di pullman.
(BarbyeTurica, Twitter)

– Prima o poi passerà.
+ Sicuro, è solo un brutto periodo.
– Ma che hai capito, io parlavo dell’autobus.
(sempreciro, Twitter)

Finché non si ferma, puoi sempre immaginare che l’autobus viaggerà fin dove qualcuno ti aspetta. Fin dove sai già che non andrai mai.
(Comeprincipe, Twitter)
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A proposito del referendum sull’Atac…e non solo!

Di Roberto Catracchia

A proposito del referendum sull’atac…dei giochetti del PD e delle Ambiguità dei 5 stelle

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Riflessioni e valutazioni per reagire all’attacco privatistico ai servizi comuni, attraverso la mobilitazione popolare per il rilancio dello spirito referendario del voto popolare del 2011. Avvertenze: La presente ricerca e relative proposte vanno valutate con attenzione, le mie scarse competenze giuridiche invitano alla prudenza da un lato e all’agire politico immediato dall’altro, vista la natura strategica della posta in gioco.

Ricordo che da circa 6 anni i vari governi tentano  la reintroduzione della normativa abrogata dal referendum del 2011: In netto contrasto con il divieto di ripristino della normativa abrogata, come ribadito dalla corte costituzionale con diverse sentenze.

 Di fatto i mancati atti conformi alla volontà popolare da parte di governi, regioni e comuni non sono stati un incidente di percorso. La mancata ripubblicizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici ha prodotto profitti e illeciti guadagni, in netto contrasto con l’esito referendario. Lor Signori, hanno violato la costituzione, depredato la cosa pubblica, sottratto illegittimamente risorse economiche alle casse del pubblico erario, prodotto sfruttamento dei lavoratori del settore e negato ai cittadini qualità ed efficienza dei servizi forniti, anche attraverso meccanismi tariffari a dir poco trasparenti. basta-ricatti-e1502387162634

 Il presente lavoro deve essere concepito come un contributo di lotta per stimolare una reazione adeguata sulla vicenda dell’acqua e di tutti i servizi pubblici, di ripubblicizzazione: «Il senso della scelta è stata chiara»: votare «sì» significa/va bocciare «senza appello e per sempre i sistemi privatistici nel governo dei beni comuni, riconoscendoli come beni da porsi fuori commercio, le cui utilità sono funzionali alla soddisfazione di diritti fondamentali della persona e che vanno governati anche nell’interesse delle generazioni future»

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Breve cronistoria:

Con la sentenza n. 199 del 2012, la Corte costituzionale respingeva la tesi della «conservazione in vigore, quale norma transitoria, dell’art. 56» Allora ad es. la corte ribadiva che: il referendum «manifesta una volontà definitiva e irripetibile.   Nella giurisprudenza costituzionale vi era, dunque, un punto fermo:  l’atto risultante dal referendum abrogativo con esito positivo produce un vincolo per il legislatore, il quale non può reintrodurre, quantomeno immediatamente, la normativa abrogata.  Mancavano però indicazioni in merito alla durata del vincolo, che non può essere illimitato, se non altro perché, a distanza di tempo, il corpo elettorale potrebbe mutare opinione

La mia breve cronistoria ci rimanda al che fare? Di fronte all’inerzia colpevole dei governati come reagire ? Quale è la reazione politica adeguata ai cambiamenti del quadro politico o dalle circostanze di fatto? A) Ci sembra che i governi non abbiano nè il coraggio nè le capacità di determinare un contesto e circostanze adeguate alla privatizzazione. Tentano in modo subdolo ad  es. con i decreti Madia e i vari sblocca Italia e qualche referendum consultivo locale di aggirare l’ostacolo. B) Quale deve essere una adeguata reazione democratica e di massa di fronte allo scippo della volontà popolare? Avanzo alcune proposte operative.

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A Per quanto detto sull’acqua dovremmo far partire una denuncia/mobilitazione con richiesta di risarcimento danni  per ILLECITO guadagno da parte delle aziende idriche,  per non aver attuato il divieto di utile come previsto dal quesito referendario.

B Stessa denuncia e mobilitazione, per manifesta violazione della volontà popolare verso: Presidenti del consiglio, Presidenti di Regione, Sindaci eccetera e dirigenti delle aziende idriche.

C Per i servizi pubblici dovremmo diffidare Il Sindaco di Roma nel caso che non produca un parere e un atto del consiglio comunale di rigetto del  quesito referendario dei Radicali, che viola la volontà popolare già espressa con il referendum del 2011.

D Diffida del Presidente della Regione Lazio e dei suoi predecessori per i mancati atti di ri-pubblicizzazione dell’acqua, e per i mancati trasferimenti dei fondi assegnati per legge per il trasporto pubblico capitolino, ama, sociale, ed altro.

E il capo gruppo di Sinistra per Roma dovrebbe porre un quesito al sindaco per votare un o.d.g. comunale di diniego del voto referendario in quanto un referendum consultivo non può essere avviato in presenza di una norma sovra ordinata prodotta dal referendum abrogativo del 2011

I SEGRETARI NAZIONALI DEL P.R.C. E DI SINISTRA ITALIANA, sindacati e associazioni libere dalle pastoie governative dovrebbero essere i promotori e primi firmatari degli atti proposti e organizzare sul tema una grande manifestazione nazionale a Roma entro settembre. Gli altri ci stanno? Bene! ma andiamo avanti senza perdere tempo.